Articolo di Jacopo Luxardi, responsabile Azione Universitaria Mestre Venezia.
Sicuramente un trionfo, annunciato ma non per questo meno significativo. Ecco i dati ufficiali del Ministero dell’Interno resi noti nelle prime ore della mattinata: per la Camera dei Deputati 46,8% alla coalizione formata da PdL, Lega Nord e MpA; 37,5% per PD e IdV; 5,6% UdC; per il Senato della Repubblica PdL, Lega Nord e MpA 47,3%; PD e IdV 38%; tutti gli altri sotto la soglia di sbarramento dell’ 8%.
Finalmente gli italiani hanno capito. E dalla misura della vittoria hanno capito in molti; hanno scoperto che Veltroni non è il nuovo, ma casomai un DS in versione maquillage, hanno capito che un Paese non si governa con un paternalismo lacrimoso alla De Amicis, hanno – in poche parole – appreso che per governare serve il CentroDESTRA!
In questa tornata elettorale delle scoperte è poi risultato chiaramente che le forze della sinistra radicale non sono adeguate a rappresentare neanche quegli sparuti gruppi di nostalgici che si inquadrano nel post-comunismo, che non esistono “aghi della bilancia” e che il sistema è sempre più polarizzato verso due forze: Centro-Destra e Centro-Sinistra. Altro importante dato che salta all’occhio è che il lavoro sul territorio premia, instaurare un rapporto diretto con la popolazione della tua zona è fondamentale; ed infatti i dati (quindi gli elettori) hanno premiato Lega.
Per quanto riguarda il PdL la scelta si è rivelata vincente. E’venuto a crearsi un grande partito che, al di la dei numeri, saprà coniugare ideali patriottici di Destra e politica economica e di rilancio di stampo “forzista”; insomma un Partito forte a tutto tondo ed in grado di guidare il Paese anche attraverso la preannunciata recessione. Un Partito forte anche perché – checchè se ne dica – è nato dal basso, dal Popolo del 2 dicembre; un movimento quindi che (anche grazie all’alleanza con la Lega) può proporsi come forza totale in grado di raccogliere idee ed aspettative di una fascia della popolazione molto vasta ma con ideali molto chiari e precisi.
I presupposti perché l’Italia si rialzi davvero ci sono tutti e sono forti. A livello nazionale si stabilirà un governo fatto di persone d’esperienza (non di centralinisti da call center e lesbiche) e di prestigio, in grado di riportare tra i fiori all’occhiello del Paese valori quali la sicurezza, la famiglia, la patria e di mitigare un po’quei sentimenti esterofili che un governo di sinistra inevitabilmente fa nascere.
Fin qua tutto bene, sembrerebbe. Ma a livello locale? La grande vittoria del Centro-Destra può veramente riavvicinare la gente alla politica, far si che il governo del Paese non venga sentito come un’azione che si fa nei palazzi, ma anche con il contributo di ognuno. Sarà quindi fondamentale sfruttare il momento, riuscire a catturare nuovamente l’attenzione delle persone in piazza, far capire che il governo ed i suoi rappresentanti non sono chiusi a Montecitorio, ma sono anche nelle piazze e chiedono il contributo di ognuno perché il Paese viva in una situazione di armonia e di partecipazione.
Sarà quindi fondamentale organizzare banchetti informativi, manifestazioni ed eventi che coinvolgano la gente e ne facciano emergere i problemi. Sarà poi nostra cura far pervenire tali affermazioni ai nostri rappresentanti alla Camera ed al Senato in modo che si crei un filo diretto Popolo-Politica che ci veda come tramite.
Il prossimo Governo dovrà veramente essere nuovo; e questa novità non dipende solo da chi sarà chiamato in prima persona a reggere e legiferare, ma anche da chi come noi si occupa di politica in modo attivo.
A questo punto la situazione si delinea quasi idilliaca. Quale sarà il rovescio della medaglia? Probabilmente una Sinistra estrema priva di una rappresentanza politica non tarderà a trovare modi “alternativi” di farsi sentire; soprattutto perché se i suoi rappresentanti possono avere l’aplomb dei politici consumati, sappiamo bene che la militanza è un’altra cosa e che spesso i suoi membri (anche a livello locale) non sono soliti alle buone maniere.
La situazione che si profila è dunque dicotomica: da un lato richiede il nostro impegno sul campo, dall’altro ci dice state in guardia.
Ma d’altronde noi siamo una maschia gioventù con romana volontà e quindi nulla potrà distoglierci dal portare avanti le nostre idee, il nostro lavoro e l’importante processo di riavvicinamento tra la gente e la politica.
Jacopo Luxardi