L’AMBIENTE E LA SUA TUTELA: UNA SFIDA SEMPRE ATTUALE PER LA POLITICA DI OGGI
 

Articolo di Jacopo Luxardi, responsabile Azione Universitaria Mestre Venezia.

Altero Matteoli è da sempre stato uno dei politici che maggiormente hanno interpretato e seguito la questione ambientale all’interno di Alleanza Nazionale. Classe 1940, originario della Toscana (Cecina per la precisione) è stato anche tra i firmatari di proposte di legge in materia di Istituzione dell'Ente per la valorizzazione del litorale pisano e legge quadro in materia di cave e torbiere. Inoltre nello scorso Governo (quella roba tra il 2006 e pochi mesi fa non può definirsi tale) Berlusconi è stato Ministro per l’Ambiente e la Tutela del Territorio.
Risorsa Ambiente – Un viaggio nella cultura del fare, questo il libro che l’On. Matteoli ha presentato in un’affollata sala capitolare presso la Scuola Grande di S. Giovanni Evangelista a Venezia lo scorso 29 febbraio; tra gli intervenuti il noto geografo e giornalista Folco Quilici e l’altrettanto noto “sindaco-filosofo” della città di Venezia Massimo Cacciari.
Interessanti quanto attuali gli argomenti: le prospettive energetiche per il Paese e le relative implicazioni sul piano economico, la questione nucleare, il riciclaggio e l’inevitabile accenno alla situazione della Campania.
Il dibattito è proceduto in maniera equilibrata con commenti e proposte interessanti oltre che smaliziate e molto pragmatiche; il rischio con temi del genere è infatti quello di intraprendere voli pindarici che fanno perdere dinamicità e soprattutto attualità all’argomento. Ciò non è avvenuto.
Matteoli ha delineato un sistema energetico inedito per il Paese, basato sui cosiddetti carburanti di nuova generazione quali il “carbone pulito” (combustibile economico ed ecologico), i rigassificatori ed un moderato ricorso alle fonti energetiche “alternative” quali l’eolico ed il solare; queste infatti sono state definite da Cacciari (con accordo degli altri intervenuti) palliativi o complementari di un sistema energetico più “forte”; chiunque ritenga queste fonti come primarie – ha aggiunto Matteoli – deve avere dei seri problemi mentali.
Un discorso a se meritano i progetti riguardo al nucleare. Costosi, impegnativi dal punto di vista dei tempi di realizzazione (almeno quindici anni) e politicamente “scomodi” non sarebbero una risposta ai problemi energetici. Nell’’87 si è perso un treno – dice Matteoli; all’epoca si potevano creare joint-venture con altri Paesi emergenti in questo settore e ridurre i costi, oggi è tutto molto più difficile. Si lascia comunque aperta qualche prospettiva per il futuro (come si legge anche nei vari programmi di Governo).
Altro tema di grande importanza è quello del riciclaggio; argomento discusso in svariati “salotti” che ha conosciuto negli anni momenti di ribalta e di scarsa popolarità. A giudizio di Matteoli questo è uno degli argomenti su cui si dovrà puntare e su cui si sarebbe già dovuto puntare in passato. La Campania – dice l’onorevole sorridendo – è stata una tra le prime regioni ad avere un piano di smaltimento dei rifiuti articolato e studiato a tavolino. Già nel 1996 – e qui si fa più serio – una commissione qualificata aveva redatto un piano contenente misure per lo smaltimento di rifiuti di vario tipo: organici (mediante le eco-balle), plastici, cartacei ed industriali. Le parole d’ordine di questa operazione erano: riciclaggio, rigassificatori, compostaggio. Il plauso al progetto fu immediato e si propose anche di “esportarlo” in altre regioni; l’unico difetto di questo piano? Non fu mai attuato.
Tornando ai giorni nostri, come risolvere allora la questione napoletana? Semplice – dice con ironia Matteoli – basta far venire una quarantina di navi container e portare tutta la monnezza in qualche Paese più efficiente del nostro. Al livello di saturazione raggiunto infatti è impensabile pensare ad uno smaltimento ordinario, anche perché la situazione è grave e non si può più procrstinare l’intervento. Ciò che è importante è invece progettare il dopo; e li sarà d’obbligo la messa in opera del piano di cui sopra. E non solo in Campania, visto che la situazione – anche in realtà a noi molto vicine come il trevigiano – non è molto diversa.